Ebbene si, all’ultimo momento abbiamo deciso di cambiare meta per le nostre ferie a causa dei recenti eventi terroristici che hanno interessato l’Inghilterra. Non siamo certo due fifoni, ma restiamo convinti che viaggiare col timore che possa succedere qualcosa da un momento all’altro non permetta di godersi appieno il viaggio…d’altronde, l’Inghilterra non se ne va mica da nessuna parte, no? E allora perché non optare per la calda (e decisamente meno piovosa) Grecia?Nelle prossime pagine proveremo quindi a raccontarvi giorno per giorno le esperienze che abbiamo vissuto attraversando in auto le meravigliose terre del Peloponneso!
- Giorno 1 – Traghetto
- Giorno 2 – Atene
- Giorno 3 – Atene
- Giorno 4 – da Atene a Nauplia
- Giorno 5 – Nauplia
- Giorno 6 – da Nauplia a Monemvasia
- Giorno 7 – Monemvasia
- Giorno 8 – da Monemvasia ad Elafonissos
- Giorno 9 e 10 – Elafonissos
- Giorno 11 – da Elafonissos ad Areopoli
- Giorno 12 – da Areopoli a Kalamata
- Giorno 13 – da Kalamata a Pylos (Navarino)
- Giorno 14 – Pylos
- Giorno 15 – Kalonero
- Giorno 16 – Olimpia
- Giorno 17 – Verso casa
- Totale spese
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Tabella dei contenuti
- 1 Giorno 1 – Traghetto
- 2 Giorno 2 – Atene
- 3 Giorno 3 – Atene
- 4 Giorno 4 – da Atene a Nauplia
- 5 Giorno 5 – Nauplia
- 6 Giorno 6 – da Nauplia a Monemvasia
- 7 Giorno 7 – Monemvasia
- 8 Giorno 8 – da Monemvasia ad Elafonissos
- 9 Giorno 9 e 10 – Elafonissos
- 10 Giorno 11 – da Elafonissos ad Areopoli
- 11 Giorno 12 – da Areopoli a Kalamata
- 12 Giorno 13 – da Kalamata a Pylos (Navarino)
- 13 Giorno 14 – Pylos
- 14 Giorno 15 – Kalonero
- 15 Giorno 16 – Olimpia
- 16 Giorno 17 – Verso casa
- 17 Totale spese
- 18 Grazie
Giorno 1 – Traghetto
Comprando i biglietti online è sufficiente presentarsi agli sportelli del porto per effettuare il check-in, un’operazione piuttosto facile e veloce se vi presenterete con un leggero anticipo, e con la quale i vostri biglietti digitali verranno immediatamente convertiti in “reali”. Se il vostro biglietto prevede la sistemazione in cabina, cuccetta o poltrona, ricordatevi di passare alla reception del traghetto una volta saliti a bordo, in modo da ottenere subito la chiave di accesso elettronica. Per il nostro viaggio abbiamo voluto approfittare del dormitorio: la Superfast XI ha in dotazione 18 cuccette per gli uomini ed altrettante per le donne, suddivise in 3 stanze da 6 posti ciascuno. I letti a castello, benché un po’ bassi, sono sufficientemente comodi e dotati ognuno di una tendina, una lucetta, un cuscino ed un set di lenzuola. Ad ogni cuccetta è poi assegnato un armadietto munito di chiave, parecchio capiente, dove riporre i propri effetti personali. Ricordate che per il blocco della porta è necessaria una moneta da 2 € che vi verrà restituita ad ogni nuova apertura dello sportello.
Tips
Dato l’utilizzo ininterrotto di aria condizionata sulla nave, la mattina tende ad essere freschetto, quindi, se siete freddolosi, assicuratevi di avere a portata di mano qualcosa con cui coprirvi le spalle.
Bagni e docce (comodi e puliti) riservati alle donne sono accessibili direttamente dal corridoio del dormitorio, mentre i signori uomini dovranno faticare un po’ di più per accedere ai servizi: le docce sono infatti situate nell’area riservata agli Air seats (chiedete alla reception di fornirvi la chiave di acceso).
Giorno 2 – Atene
Arriviamo al porto di Patrasso intorno alle 16.30, ora locale (in Grecia bisogna portare le lancette dell’orologio in avanti di un’ora) e ci dirigiamo immediatamente verso Atene. Sbadatamente ci dimentichiamo di impostare Google Maps in modo che eviti i pedaggi e le autostrade, ma a nostra discolpa si pensi che la strada che ci separa dalla meta è ancora tanta, e l’impatto con questo nuovo paese ci disorienta un po’.Giunti ad Atene abbiamo qualche problema a trovare il nostro hotel (Athens City Hotel) che si camuffa tra i vari edifici stipati sotto un porticato, ma dopo qualche giravolta e l’aiuto di un simpatico vecchietto, scopriamo che l’albergo è giusto a pochi metri da noi. Stanchi ma felici, ci concediamo una doccia rigenerante e, all’ora di cena, usciamo alla scoperta di una stuzzicante “Athens by night”.
Tips
A differenza delle strade minori, dove sembra di essere in pieno “far west”, le autostrade greche sono pattugliate da parecchie auto della polizia, quindi prestate attenzione a restare all’interno dei limiti imposti. Ricordate poi che, diversamente da quanto avviene in Italia, il pagamento dell’autostrada si effettua al momento dell’immissione anziché all’uscita.
Se anche voi deciderete di soggiornare nella nostra stessa zona, vi consigliamo di mangiare in uno dei bar che si trovano vicino alla struttura, perché in un primo momento il quartiere può spaventare un po’ e i ristoranti nella capitale sono generalmente più cari rispetto al resto della Grecia.
Giorno 3 – Atene
Dopo un’abbondante colazione fatta in hotel a base di yogurt greco, torta e caffè, finalmente partiamo alla scoperta di Atene lasciando la macchina al sicuro in un parcheggio custodito.Cosa vedere
Seguendo i consigli della nostra guida Lonely Planet, ci dirigiamo verso l’acropoli, ma a causa del gran caldo e del costo del biglietto (da aprile del 2017 il prezzo è aumentato da 12€ a 20€ e non comprende più l’agorà romana ed altri siti), decidiamo di cambiare meta. Senza perderci d’animo scegliamo di virare verso l’antica agorà, dove possiamo rinfrescarci all’interno del museo e successivamente ammirare il tempio di Efesto che si è preservato egregiamente e di per se stesso vale il costo del biglietto.
Scendendo in direzione Monastiraki potrete ammirare l’agorà romana e la biblioteca di Adriano, ma secondo noi la vera attrattiva è proprio la piazza di Monastiraki ed il suo mercato delle pulci. Addentrandosi attraverso le sue viuzze è possibile acquistare qualsiasi tipo di souvenir e perdersi nei negozi più stravaganti! Dopo esserci cibati in uno dei locali più economici mai visti (6€ per due pite stracolme e due birre!) ci avviamo verso piazza Syntagma dove ogni ora è possibile assistere al caratteristico e unico cambio della guardia. Mi raccomando, cercate di stare “behind the white line” se non volete farvi arruolare nell’esercito greco dal militare che impartisce gli ordini sbraitando!La sera mangiamo nel quartiere di Plaka dove, secondo noi, si respira la stessa atmosfera magica che c’è a Montmartre. Le opzioni sono talmente tante e i prezzi sostanzialmente gli stessi ovunque, che finiamo per scegliere un ristorante a caso e finalmente ci gustiamo degli ottimi Souvlaki accompagnati dall’immancabile salsa Tzatziki.
Tips
Se anche voi disponete di un budget limitato vi consigliamo di non fermarvi a mangiare vicino ai principali luoghi di interesse, ma magari di fare alcuni passi in più, infilandovi in qualche stradina secondaria: i costi possono ridursi considerevolmente. Ricordate poi che in Grecia vige l’obbligo di esporre il menù con tanto di prezzi, quindi dategli una rapida occhiata prima di sedervi, per accertarvi che il posto faccia al caso vostro.
Per muovervi più comodamente ad Atene potete sfruttare le 3 linee della metropolitana. Noi abbiamo comprato il biglietto di 24h e abbiamo sicuramente risparmiato rispetto all’acquisto di corse singole.
Giorno 4 – da Atene a Nauplia
Caricati i bagagli e impostato il navigatore con l’opzione “evita pedaggi e autostrade” ci avviamo verso Nauplia (o Nafplio), ma prima ci concediamo una rapida sosta per ammirare lo stretto di Corinto che offre una vista mozzafiato! Dopo un paio di foto di rito e un buon frappé greco ci rimettiamo in marcia percorrendo una strada parallela all’autostrada, ma fate attenzione al navigatore che ha la tendenza a farvi uscire dalla via principale (e larga) per farvi risparmiare qualche metro sull’intero tragitto.
Durante il viaggio ci fermiamo al Teatro di Epidauro, che si trova a metà strada tra lo stretto di Corinto e Nauplia. Questo magnifico teatro greco è uno dei più curati e meglio tenuti di tutto il paese, tanto che anche oggi è possibile assistere a manifestazioni e rappresentazioni di vario tipo (dai concerti di musica classica alla messa in scena di opere antiche) che hanno luogo durante il festival ellenico.La strada per arrivare a Nauplia è sufficientemente scorrevole e dopo un’ora e mezza facciamo il check-in a Evdokia, l’appartamento che abbiamo prenotato tramite Booking. La proprietaria, un’arzilla signora greca un po’ avanti con gli anni e dai modi squisiti, con il suo inglese “prêt-à-porter” ci sommerge subito di consigli utili sui principali luoghi di interesse, compresa la spiaggia migliore dove andare a rilassarci.
Il caldo durante il pomeriggio è insopportabile, quindi facciamo solamente una veloce visita del centro, che a quest’ora sembra quasi deserto, ma che di sera, invece, si anima di gente, profumi e colori.
L’antica dominazione veneziana si riflette tuttora sulle viuzze della cittadina, mischiandosi sapientemente alle influenze ottomane e conferendole un sapore unico. Questa meta è molto amata anche dai possessori di yacht che attraccando lungo il porto, contribuendo – con le proprie luci, l’imponenza e le forme sinuose – a rendere Nauplia ancora più affascinante.
Giorno 5 – Nauplia

Questa giornata la dedichiamo in gran parte al mare e, su consiglio della proprietaria dell’appartamento, scegliamo la spiaggia di Karathona, a soli 10 minuti dal centro. La lunga lingua di sabbia è in gran parte libera (come praticamente ovunque in Grecia), quindi non abbiamo problemi a piazzare l’ombrellone. Il mare è cristallino e la temperatura dell’acqua è perfetta per fare il bagno…non potremmo chiedere di meglio! Solo quando il sole inizia a farsi sentire un po’ troppo decidiamo di rientrare per mangiare qualcosa in uno dei ristorantini che ci sono nei pressi dell’appartamento.
Alla sera, dopo un pomeriggio di mare trascorso nuovamente a Karathona, ci concediamo un buon cocktail in uno dei tanti bar che si affacciano sul lungomare.
Giorno 6 – da Nauplia a Monemvasia
Oggi ci aspetta un tragitto più lungo: sulla cartina sono 2 ore e mezza, ma per arrivare a Monemvasia ci impieghiamo un’ora in più del previsto, dato che il percorso prevede molti saliscendi e l’attraversamento di vari paesini sperduti.
Arrivati sul posto dobbiamo lasciare la macchina lungo la strada che precede l’ingresso in città e percorrere tutto il centro di ciottolato con le valige: un’esperienza, questa, che ci fa perdere qualche chilo dato che, come al solito, arriviamo nelle ore più calde! Grazie ad un vero colpo di fortuna che ha premiato gli sforzi della nottata precedente passata a cercare una sistemazione, soggiorniamo al Malvasia Traditional Hotel. La camera si affaccia proprio su una delle viuzze del centro e l’interno, raccolto ma estremamente accogliente ed elegante, è scavato direttamente nella roccia: questa combinazione di fattori ci fa subito intuire che sarà un’esperienza unica! Il pomeriggio lo passiamo “perdendoci” nell’intricato labirinto…
Giorno 7 – Monemvasia

Dedichiamo la mattinata alla visita (gratuita) della città vecchia che si trova più in alto rispetto alla parte più “nuova”. La salita non è complicata e la distanza non è molta (basta dotarsi di scarpe comode), ma il panorama che si può ammirare da quest’altezza è magnifico. Dopo un paio di selfie di rito proseguiamo con la visita della chiesa, arroccata sul punto più alto della montagna. Internamente il santuario non offre molto, ma sul retro, a sbalzo sul mare, si può godere di una vista unica. Il mare è blu cobalto e le onde che si increspano sulla scogliera si dissolvono in ogni possibile sfumatura di azzurro.
Qualche scatto è d’obbligo, ma fate attenzione perché non c’è parapetto e la montagna scende giù a strapiombo.Una volta lasciata la parte vecchia, percorriamo a piedi il centro di Monemvasia alla ricerca di un ricordino da portarci a casa; non è difficile trovare un negozio che venda souvenir (la maggior parte dei quali è fatti a mano) ma, come da tradizione, noi non possiamo che orientarci su una calamita!
Per contrastare la canicola estiva, nel pomeriggio decidiamo di concederci un tuffo nelle splendide acque che circondano l’isola, e anche se Monemvasia offre solamente un paio di piccole spiaggette di scogli, poco male: noi ci adattiamo facilmente!
Come spesso accade in Grecia, alla sera tutto si trasforma, e le strette vie del centro si riempiono di turisti ciarlieri e affamati. Decidiamo di provare un ristorante economico citato nella guida, che in effetti rispetta le nostre aspettative: ottimo cibo ad un prezzo più che ragionevole! Unica pecca del ristorante è forse la fila che a volte si crea per poter entrare, ma basta armarsi di pazienza per una manciata di minuti per godere di una squisita cena in perfetto “Greek style”.Giorno 8 – da Monemvasia ad Elafonissos
Elafonissos è una piccola isola del Peloponneso, rinomata per le sue spiagge candide e per il mare azzurro. Visto che la strada per raggiungere la meta è molta e decisamente intricata (scordatevi autostrade, superstrade e strade scorrevoli) facciamo una tappa intermedia alle grotte di Kastania che, secondo la nostra guida, “valgono il viaggio”. In effetti la strada per raggiungerle è molto tortuosa e a volte anche un po’ spaventosa dato che ai greci sembrano non piacere i guardrail. Per entrare nelle grotte è necessario pagare un biglietto di 7€ che comprende la visita guidata (in greco e inglese) di un sito estremamente ricco di forme, colori e figure. Non è necessario equipaggiarsi per la visita (la temperatura all’interno della grotta resta stabile attorno ai 18°) ma vi consigliamo di pianificarla in anticipo onde evitare inutili attese, dato che la partenza dei gruppi avviene con cadenza oraria.
Dopo questa piacevole sosta ripartiamo verso Elafonissos; il traghetto che collega l’isola alla terraferma parte ogni 30 minuti e costa 10 € per il mezzo e 1,50 € a persona. Una volta arrivati optiamo per il Simons Camping (l’unico campeggio dell’isola) dato che tutte le altre strutture sono al completo. Dobbiamo tuttavia smentire molte recensioni secondo cui il Simons Camping sarebbe un po’ caro per pranzo e cena: con meno di 8 € a testa si possono gustare un primo o un secondo piatto molto abbondanti e una birra media.
Il pomeriggio lo passiamo in quella che ha meritato senza dubbio il primo posto tra le spiagge che abbiamo visto in Grecia. La sabbia è candida e soffice, l’acqua del mare è calda al punto giusto e la brezza che soffia dal mare incornicia il tutto rendendolo un piccolo paradiso. A metà agosto purtroppo sono molte le persone che, come noi, hanno deciso di trascorrere qualche giorno in questa magnifica spiaggia, ma una volta piantato il nostro ombrellone non abbiamo paura di niente! Il camping offre anche un servizio d’asporto verso la spiaggia, quindi se ad un certo punto della giornata vi viene voglia di bere un buon frappè greco, vi basterà fermare uno dei ragazzi che fanno spola tra il bagnasciuga e il campeggio.
Giorno 9 e 10 – Elafonissos
Un po’ perché il mare è magnifico e un po’ perché è ferragosto e non abbiamo ancora trovato una sistemazione per la prossima meta, decidiamo di regalarci un po’ di relax e ci fermiamo qualche altro giorno in questo piccolo paradiso. Alla sera ci dirigiamo verso il porto di Elafonissos, dove l’unico paesino dell’isola, se non altro, offre qualche svago in più rispetto al campeggio. Tra ristorantini, cocktail bar e negozi di souvenir passiamo una serata molto piacevole.Giorno 11 – da Elafonissos ad Areopoli
Oggi dobbiamo percorrere parecchi chilometri nella penisola del Mani e affrontare un caldo torrido, ma oramai in questa vacanza non ci spaventa più niente! Non contenti delle grotte viste a Kastania decidiamo di esplorarne altre! Queste però hanno qualcosa di diverso…si percorrono in barca! Ebbene sì, le spettacolari grotte di Diros, che si estendono per qualche chilometro, sono navigabili a bordo di una barchetta a remi pilotata da una guida del posto. Anche se i traghettatori parlano solamente greco, non c’è bisogno di una guida per ammirare questo spettacolo della natura. Vi consigliamo vivamente di far visita a queste grotte non solo perché sono magnifiche, ma perché la gita in barca vi regalerà emozioni uniche!
Nel pomeriggio visitiamo Areopoli, ma, un po’ per il caldo e un po’ per la stanchezza, non scorgiamo nulla di particolarmente attraente (dopo Monemvasia è difficile stupirsi ancora) e il centro ci sembra un po’ deserto, quindi decidiamo di tornare in hotel e di darle una seconda possibilità alla sera. Effettivamente, di sera Areopoli si colora e si riempie di persone (dov’erano prima non si sa!) che la rendono decisamente più affascinante. Non è difficile trovare un posto in cui mangiare dato che i ristoranti, come accade spesso in Grecia, sono uno attaccato all’altro. Noi scegliamo il Ouzomedopoleion “O Poulos” spinti dalle ottime recensioni di TripAdvisor, ed effettivamente mangiamo molto bene e ci viene offerto anche un dolce particolarissimo (il “mastic submarine”) che non possiamo proprio rifiutare!Giorno 12 – da Areopoli a Kalamata
Spostandoci verso Kalamata ci fermiamo a metà strada a Kardamyli, un piccolissimo paesino citato nella guida ed anche in alcuni siti web. Seppur decantato come una piccola perla nascosta nel Peloponneso, siamo rimasti un po’ delusi dal centro cittadino, che è praticamente inesistente, e dalla spiaggia ciottolosa che non è proprio nelle nostre corde. Senza perderci d’animo decidiamo di visitare la città vecchia che si trova poco più in alto. L’ingresso costa 2€ a testa e ci permette di vedere più da vicino i tipici edifici che caratterizzano la regione del Mani. Durante la visita, all’interno delle piccole costruzioni è possibile ammirare alcune installazioni artistiche che, forse, solo gli appassionati d’arte contemporanea possono apprezzare realmente, ma che se non altro giustificano il costo del biglietto dato che il sito in sé non offre moltissimo. Dopo questa breve (e un po’ deludente) sosta, ci avviamo verso l’appartamento prenotato la sera prima (Villa Teo), che usiamo come base strategica anche per visitare Kalamata. L’alloggio si trova in un piccolissimo paesino sul mare e, sebbene ci costi veramente poco, non ha nulla da invidiare a strutture più care e posizionate in luoghi più turistici. Dopo un sostanzioso pranzo in riva al mare e un bel sonnellino ci avviamo verso Kalamata.
Una volta giunti in città percorriamo a piedi il lungo corso principale che si snoda dal centro storico al porto. Il paese è curato e ben tenuto, zeppo di negozi di ogni tipo e di cocktail bar. Arrivati nei pressi del porto ci imbattiamo in un parco cittadino pieno di locomotive di vecchi treni, una sorpresa davvero inaspettata! Purtroppo non ci godiamo molto la città e nemmeno la lunghissima spiaggia perché passiamo parecchio tempo alla ricerca di un alloggio per la prossima meta, Pylos (o Navarino). Ad ogni modo, dopo qualche momento di panico (nessuna struttura sembrava avere stanze libere), riusciamo a prenotare un hotel telefonicamente e, finalmente a cuor leggero, ci lanciamo all’assalto di un ristorantino nel centro storico. Come al solito, troviamo un posto economico che serve piatti squisiti e porzioni veramente esagerate! Rassegnatevi: in Grecia è quasi impossibile non ingrassare!Ormai siamo sull’ultimo “dito” del Peloponneso, ma prima di raggiungere Navarino decidiamo di spingerci sulla punta, a Methoni, per visitare una magnifica fortezza veneziana che presidia il mar Ionio. L’ingresso alla fortezza ha un costo di 2€, che abbiamo capito essere uno standard per i luoghi di minore interesse. Al suo interno la roccaforte è enorme, ma purtroppo un po’ trascurata: in alcuni punti c’è l’erba alta e alcuni edifici sono chiusi. L’avamposto con la torre ottagonale è sicuramente la parte più interessante del sito e salendo si può godere di un’ottima vista.
Dopo questa piccola deviazione ci avviamo verso il nostro hotel situato a pochi passi dal centro di Navarino e nel pomeriggio visitiamo la famosissima spiaggia ad omega di Voidokilia. Anche se meno accessibile di quanto ci aspettassimo, vale sicuramente la pena visitarla in quanto riparata dal vento e con sabbia e mare fantastici. Forse perché un po’ lontana dal centro di Pylos o data la tortuosità della strada da percorrere, questa spiaggia è sprovvista di bar, caffè e servizi in generale. L’unico servizio, un po’ fai da te, è offerto da un bar situato a qualche centinaio di metri dalla spiaggia che, però, permette le ordinazioni d’asporto.Giorno 14 – Pylos
Come per Elafonissos, visto che la spiaggia ed il mare di Voidokilia sono splendidi, decidiamo di passare l’intera giornata sotto l’ombrellone. La sera invece la trascorriamo nel centro di Navarino, che si riempie di turisti e facoltosi possessori di yatch. Il centro di Pylos non è enorme e i ristoranti si possono contare sulle dita di una mano. Il porticato che circonda la piazza principale, invece, merita una visita perché ospita dei graziosi negozi di souvenir che, nel nostro caso, cadono a pennello per acquistare le immancabili calamite e qualche altro ricordino della vacanza. A cena, tra i vari piatti tipici, proviamo anche le cozze alla “Saganaki”: una vera e propria rivelazione!
Giorno 15 – Kalonero
Kalonero non è sicuramente la spiaggia più bella del Peloponneso, ma ha una caratteristica molto particolare: in determinati periodi dell’anno è possibile assistere alla nascita delle tartarughe Caretta Caretta. Se siete appassionati di camper non preoccupatevi, è possibile campeggiare liberamente a pochi metri dalla spiaggia. Noi però, che questa volta ne siamo sforniti, scegliamo di alloggiare a Kyparissia dato che in questo periodo Kalonero è abbastanza gettonata e le strutture disponibili sono tutte al completo.
Dopo esserci informati sul sito web di Archelon, l’associazione di volontari che soccorre e protegge le tartarughe, passiamo la mattina a Kyparissia visto che la probabilità di assistere alla nascita dei cuccioli è più alta alla sera. La spiaggia non è il massimo, ma ci concediamo comunque un po’ di sano relax in riva al mare.
Per cena, invece, ci rechiamo a Kalonero in modo da mangiare qualcosa al volo e appostarci strategicamente vicino ad un nido di tartarughe! Mentre leggiamo i vari menù esposti fuori dai ristoranti notiamo un chiosco di volontari che sorvegliano 24/7 la nascita delle tartarughe e chiediamo loro se abbiamo qualche possibilità di assistere all’evento. Gentilmente ci viene detto che il periodo è quello giusto e che in realtà alcune tartarughine stanno nascendo proprio in quel momento, a pochi passi da noi. Wow! Non dobbiamo assolutamente perdere questa occasione! Ci avviciniamo immediatamente al nido (uno dei tanti sulla spiaggia) e notiamo qualcosa che spunta fuori dalla sabbia: sembra un sassolino, un rametto, ma in realtà è la zampetta di una piccolissima tartaruga! A poco a poco altre creaturine si fanno strada attraverso la sabbia e raggiungono la superficie. Sono 13 piccole tartarughine che, dopo aver tolto la cassetta protettiva, si fanno strada a fatica verso il mare. Anche noi facciamo la nostra parte e, dietro consiglio delle volontarie, aiutiamo le piccole a modo nostro, scavando una stradina che le accompagni verso il mare. Non pensavamo assolutamente di poter assistere ad un evento così emozionante: un’esperienza unica che ci porteremo nel cuore per sempre!Giorno 16 – Olimpia
Alla mattina, dopo aver fatto i bagagli, torniamo a Kalonero, questa volta non con l’intenzione di vedere le tartarughe, ma semplicemente di “fare un po’ di mare”. Ci godiamo quindi una splendida mattinata di sole in questa spiaggia un po’ rossastra. Mentre ci rilassiamo, ci prepariamo anche psicologicamente alla prossima meta: Olimpia. Per quella che, ahinoi, sarà l’ultima tappa, troviamo un’ottima sistemazione in un’albergo dal fascino “metropolitano” (Leonidaion Guesthouse) che successivamente scopriamo essere gestito da un Italo-Greco appassionato di moto. Al nostro arrivo siamo subito accolti da una ragazza estremamente gentile che ci consiglia il modo migliore per visitare la città: prima il museo archeologico di Olimpia (dato il grande caldo) e poi la città antica. Anche se solitamente scegliamo casualmente l’ordine di visita dei monumenti (because random is better!!), questa volta ascoltiamo il consiglio, e la scelta si rivela davvero strategica: l’Olimpia “moderna” non è grandissima, ma la parte antica è molto vasta, quindi anche noi vi consigliamo di visitarla nelle ore più fresche della giornata perché il caldo si fa sentire davvero parecchio! Ora, trattandosi dell’ultima tappa ed avendo collezionato un bagaglio di esperienze non indifferente durante la vacanza, forse non restiamo particolarmente colpiti dal sito, ma comunque apprezziamo la bellezza delle rovine e la grande storia che questa città ci offre. Alla sera è difficile trovare un locale carino in cui bere un buon drink, ma ci accontentiamo e brindiamo all’ultima sera trascorsa in questa bellissima Grecia!
Giorno 17 – Verso casa
Ebbene si.. non vogliamo proprio andarcene! Parlando con il proprietario dell’albergo, “l’ambasciatore”, ci lasciamo convincere a visitare un graziosissimo museo dedicato ad Archimede, ad entrata libera, che lascia a bocca aperta (noi, da bravi, lasciamo anche una monetina per ringraziare del servizio offerto).
Purtroppo, come per tutte le vacanze, arriva sempre il momento di tornare a casa e durante il viaggio per Patrasso ripassiamo mentalmente, con un po’ di malinconia, tutte le città visitate e le esperienze fatte. Possiamo sicuramente dire che dopo questo viaggio la Grecia ci rimarrà nel cuore e non vediamo l’ora di partire nuovamente per un’altra avventura da condividere!
Totale spese
In totale abbiamo speso all’incirca 1300 € a testa per 17 giorni di vacanza. I tempi per noi sono stati perfetti e per niente “tirati”. Ci siamo concessi cocktail, caffè greci, souvenir e pasti decisamente abbondanti senza mai farci mancare nulla.
Alloggi
Abbiamo alloggiato in strutture buone o “normali”, ma mai fatiscenti. Se avete intenzione di fare il nostro stesso giro nel medesimo periodo vi consigliamo di prenotare un paio di giorni nelle date comprese tra il 13 e il 16 di agosto perché può essere una vera e propria impresa trovare un tettoia mettere sopra la testa! Non lasciatevi spaventare però, c’è sempre la possibilità di arrivare nel luogo in cui volete soggiornare e chiedere alle persone del posto di un domatia (strutture simili a B&B, ma più casalinghe). Per prenotare gli hotel durante il nostro viaggio abbiamo usato prevalentemente Booking, TripAdvisor, AirB&B e anche Google Maps per le strutture meno conosciute. Vi consiglio di leggere questo articolo che spiega bene quali applicazioni “da viaggio” installare sul proprio smartphone. Abbiamo provato anche altri siti come Trivago, ma purtroppo siamo rimasti molto delusi dall’imprecisione spesso riscontrata nella localizzazione delle strutture.
Pasti
Mediamente in Grecia si spendono dai 10 € ai 14 € a testa per mangiare.
L’acqua costa 0,50 € praticamente ovunque e una pinta di birra costa circa 2,50/3,00 €.
Il piatto più economico è la pita farcita con pezzettini di pollo, maiale o manzo, salsa Tzatziki e patatine fritte che potrete pagare dai 2,00 € ai 3,00 € anche nei ristoranti in riva al mare.
Musei e attrazioni
Per le nostre vacanze abbiamo sempre fatto affidamento alla guida Lonely Planet, ma dall’inizio del 2017 tutti i prezzi, rispetto a quanto indicato, sono aumentati dal 20% al 40%. Gli aumenti maggiori li abbiamo riscontrati per le attrattive di punta come il Partenone, i siti minori invece hanno quasi sempre un biglietto “simbolico” per l’ingresso di soli 2,00 €.
Grazie
Speriamo che condividere la nostra esperienza possa essere d’aiuto anche ad altri che come noi hanno deciso di affrontare una vacanza simile, seppure con qualche piccola paura iniziale. 🙂

