Scozia on the road

Scozia on the road
IMG_9190La nostra esperienza scozzese ha avuto inizio ad Edimburgo, la prima grande città della Scozia che abbiamo avuto modo di visitare. Come già scritto nel precedente post, siamo stati in Scozia nel periodo estivo. La nostra guida principale è stata la Lonely Planet associata a Google Trips, che si è rivelato molto utile per raggiungere i diversi punti di interesse durante il tragitto.
Di seguito l’elenco dei vari giorni di viaggio…i fatti e gli eventi qui raccontati sono realmente accaduti 🙂
  • Giorno 1: Edimburgo
  • Giorno 2: Edimburgo
  • Giorno 3: Edimburgo e Leith
  • Giorno 4: dalle Lowlands alle Highlands
  • Giorno 5: da Inverness a Skye
  • Giorno 6: l’isola di Skye
  • Giorno 7: da Fort William a Oban
  • Giorno 8: da Oban a Glasgow
  • Giorno 9: Glasgow
  • Giorno 10: Glasgow
  • Giorno 11: da Glasgow a Edimburgo

Giorno 1: Edimburgo

Edimburgo è una città molto viva, soprattutto grazie ai numerosi festival che la animano nel periodo estivo. Io e Laura abbiamo avuto la fortuna di incappare nell’Edinburgh Fringe Festival, durante il quale è possibile assistere ad una delle più grandi concentrazioni di artisti di strada al mondo, che si riversano lungo la via principale della città: la Royal Mile.
Essendo arrivati ad Edimburgo in treno nel primo pomeriggio, dopo aver depositato le valigie in hotel decidiamo di girovagare per la città senza nessuna meta precisa.
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Una delle prime cose che notiamo passeggiando per il centro è il Monumento Scott, dedicato al noto poeta e romanziere Walter Scott, che si erge a metà di Princess Street, la via dello shopping della capitale scozzese. Da qui si gode di un’ottima visuale sulla città vecchia di Edimburgo che si trova arroccata oltre i Princess Street Gardens. Questi giardini, situati ad un livello inferiore rispetto a Princess St.,  pare siano stati ricavati quando il terreno è stato spostato per “creare” la parte nuova della città e oggi sono meta di numerosi residenti e turisti che desiderano concedersi un break dalla frenetica vita cittadina.

Giorno 2: Edimburgo

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Il secondo giorno ci affidiamo alle indicazioni della nostra Lonely Planet e ci dirigiamo verso la Royal Mile, che si estende per circa un miglio lungo il centro della città vecchia “tagliandola” a metà. All’inizio e alla fine della Royal Mile si trovano rispettivamente la Holyroodhouse (la residenza scozzese della Regina) e il Castello di Edimburgo. Entrambi i siti sono visitabili ed è anche possibile prendere parte a dei tour guidati. Nei pressi del castello sorge un monumento particolarmente interessante, il The Witches Well, creato per ricordare il luogo in cui sono state bruciate centinaia di streghe tra il XV e il XVIII secolo. Lungo la Royal Mile si trovano anche il museo del giocattolo e il museo di Edimburgo, ad ingresso gratuito, che però non abbiamo la possibilità di visitare. Riusciamo invece a fare una capatina al National Museum of Scotland che contiene una collezione piuttosto eterogenea. 
 

Una delle tappe imperdibili di Edimburgo è Calton Hill, una collina ai cui piedi si estende tutta la città e da cui si gode di una splendida vista sul Mare del Nord e sulla cittadina di Leith. La salita è facile, e in cima alla collina è possibile visitare alcune strutture, tra cui un osservatorio astronomico. Una volta scesi, ci dirigiamo verso il The Writers’ Museum dedicato ad alcuni scrittori che sono stati particolarmente importanti per Edimburgo: Sir Walter Scott, Robert Burns e Robert Louis Stevenson. Il museo non è molto grande, ma è gratuito e vale la pena visitarlo.
 

Giorno 3: Edimburgo e Leith

 
Dedichiamo l’intera mattinata al recupero dell’auto a noleggio: l’operazione richiede molto più tempo del previsto (più di un’ora da quando arriviamo al punto di ritiro), ma una volta presa l’auto possiamo finalmente dirigerci verso Leith, una piccola cittadina portuale vicina ad Edimburgo. Qui abbiamo modo di assaggiare il primo Fish and Chips della nostra esperienza Scozzese e restiamo piacevolmente colpiti dalle dimensioni generose e dal sapore di questa tipica pietanza inglese.
Dopo aver fatto un bel carico di fritto, con l’auto noleggiata qualche ora prima, torniamo ad Edimburgo per affrontare la salita di Arthur’s Seat, l’altra importante collina di origine vulcanica che domina la città. Questo colle ha fatto da sfondo ad alcune scene del film Trainspotting 2 e, proprio come Spud e Renton, anche io e Laura ci “arrampichiamo” alla bell’e meglio verso la cima di questa famosissima altura.
 
 
Dopo esserci riposati un po’, decidiamo di scendere e di andare a visitare quel che resta di Edimburgo. Tra i vari punti di interesse che offre la città ci soffermiamo a The Elephant House, il bar dove l’autrice J.K. Rowling ha fatto nascere la saga di Harry Potter.
Dopo una giornata impegnativa, sia a livello fisico che mentale, decidiamo quindi di concludere in bellezza bevendoci una pinta di birra in uno dei tanti pub della città, ma non prima di aver depositato l’auto vicino al nostro alloggio (http://www.booking.com/Share-QwTWgG).

Giorno 4: dalle Lowlands alle Highlands

 
La sveglia suona presto e, dopo aver rifatto le valigie e gli zaini, carichiamo l’auto e ci avviamo alla volta di Falkirk. Questo paese è noto per un’installazione imponente, The Kelpies, una  struttura composta da due enormi teste equine costruite per onorare i cavalli che in passato trasportavano le chiatte da una chiusa all’altra lungo il fiume. Dopo le classiche foto di rito, ci dirigiamo verso la seconda meta della giornata: Stirling.
Durante la pianificazione del viaggio abbiamo pensato di aggiungere Stirling alla tabella di marcia per il suo bellissimo centro storico, il castello e la storia legata a William Wallace: in questo piccolo paesino, infatti, è possibile visitare un monumento eretto in onore del famoso guerriero. A differenza di quanto accade solitamente in UK, sia il castello che il monumento sono a pagamento (£8.00 per l’uno e circa £10.00 per l’altro).
 

 
Dopo aver preso un po’ di pioggia e un po’ di freddo, decidiamo di lasciarci Stirling alle spalle e di proseguire in direzione di Pitlochry. Questa piccola cittadina, di cui non riusciamo ancora a pronunciare il nome, ospita la più piccola distilleria della Scozia, un bel centro storico e una diga dove, a detta della nostra guida, è possibile osservare i salmoni risalire la corrente del fiume. Sfortunatamente non abbiamo potuto assistere al fenomeno, ma abbiamo comunque visitato la diga e la piccola distilleria (da fuori perché – manco a dirlo – era chiusa…!). Finalmente, dopo aver macinato svariate miglia, arriviamo ad Inverness, dove pernottiamo in una struttura un po’ fatiscente, ma siamo davvero troppo stanchi e ci accontentiamo di quello che, in buona fede, avevamo scelto mesi prima.

Giorno 5: da Inverness a Skye

 
Ammettiamo che dopo la nottata passata in quella che sembrava la “casa di qualcuno” non avevamo molta voglia di visitare il centro di Inverness e ci siamo quindi diretti verso quello che la guida ci segnalava come “punto di osservazione dei delfini dalla terra ferma”. Arriviamo quindi a Chanonry Point dopo aver letteralmente attraversato un campo da golf in auto (pazzesco sì, ma è proprio così!); una volta parcheggiato ci incamminiamo senza grosse aspettative in direzione di un gruppetto di persone che se ne sta sul bagnasciuga ad osservare le onde. E incredibilmente, dopo qualche minuto,  scorgiamo a pochi metri dalla spiaggia le pinne di un paio di delfini! Nonostante la pioggia, il vento e il freddo, tiriamo fuori la nostra attrezzatura fotografica e proviamo ad immortalare questo magnifico evento.
Scopriamo così che questo è un punto particolarmente interessante per i delfini, che in questa zona possono fare delle grandi scorpacciate di pesce! In realtà sarebbe possibile prende parte anche ad un’escursione guidata in barca alla ricerca dei delfini, con partenza da Inverness. Noi ovviamente, che teniamo sempre d’occhio il portafogli, abbiamo optato per la soluzione più economica, ma che non ha avuto niente da invidiare all’esperienza sul barcone.
 
 
Dopo questo splendido quanto insperato incontro, saliamo sulla nostra Poppy (il nome che Laura ha voluto dare all’auto) e ci dirigiamo verso il Loch Ness Centre & Exhibition. Questo bellissimo centro comprende un museo (£7.00) che, stanza dopo stanza, si propone di gettare un po’ di luce sull’affannosa ricerca di Nessie (il mostro di Lochness) condotta durante gli anni ’50. Dopo aver concluso la visita (che ci ha fatto venire ancora più dubbi sull’esistenza o meno del mostro) ci dirigiamo immediatamente verso il castello di Urquhart dal quale è possibile vedere gran parte del lago. Entriamo nell’imponente centro visitatori e cerchiamo di guadagnarci una posizione sopraelevata attraverso le rovine del castello e i turisti provenienti da ogni parte del mondo. Osserviamo con attenzione il lago, ogni singola onda, ogni ramo, ogni roccia, ma niente… il mostro non ha il coraggio di farsi vedere oggi! Chissà se si è spaventato nel vedere così tante macchine fotografiche…
 
 
Visto che l’isola di Skye ci attende, impostiamo il navigatore della nostra Poppy (Google Maps potrebbe risultare inaffidabile dato che internet non funziona bene in questa zona) e ripartiamo. Prima di arrivare al nostro ostello/albergo ci fermiamo nei pressi di Eilean Donan Castle (il castello più fotografato della Scozia) e, come ogni bravo turista, contribuiamo a rendere questo luogo ancora più famoso. Vi assicuriamo che vale assolutamente la pena fermarsi per scattare un paio di foto in quanto il panorama è “fantastico”.
Dopo questa emozionante tappa, raggiunto il nostro alloggio (http://www.booking.com/Share-A4Opo0) sull’isola di Skye, decidiamo di riposarci un po’ e di spingerci in seguito fino al centro del piccolo paese per bere una pinta di birra e mangiare qualcosa.

Giorno 6: l’isola di Skye

La giornata inizia con un’ottima colazione nella cucina comune dello Skye Backpackers. Purtroppo piove, ma non possiamo farci niente. Dopo aver consultato la guida e Google Trips, ci avviamo verso Portree che viene decantata come la cittadina limitrofa più interessante da vedere. A dire il vero a noi non sembra un granché, ma probabilmente perché il paesaggio dell’isola di Skye ci aveva talmente conquistati da non poterlo paragonare ad una “semplice” cittadina.
La nostra seconda meta è il tanto decantato Kilt Rock View Point. La strada per raggiungere questa suggestiva scogliera è a singola carreggiata, ma a doppio senso di marcia. C’è da dire che non è per niente semplice guidare attraverso queste strettissime strade, a sinistra, circondati da pecore e cercando di evitare le automobili che ci incrociamo. Purtroppo a Kilt Rock ci attendono tantissime macchine alla ricerca di un parcheggio e molta, molta, molta confusione.
 
Crack! E’ il suono che sentiamo provenire da Poppy dopo aver preso una buca per lasciar passare un autobus. Ecco fatto, un dono che l’isola di Skye ci aveva probabilmente riservato. Visto che l’umore è calato drasticamente, decidiamo di evitare le altre mete programmate sull’isola e di avviarci il prima possibile verso Fort William. Purtroppo siamo stati costretti a lasciarci alle spalle dei luoghi stupendi come The Storr, Neist Point, The Fairy Pools e Skye Museum of Island Life, ma non abbiamo avuto il coraggio di addentrarci ulteriormente attraverso questa terra un po’ selvaggia e con delle strade assolutamente troppo strette per un’auto a noleggio!
 
Per fortuna, prima di arrivare a Fort William, abbiamo il privilegio di incontrare la tipica vacca Scozzese (Highland cattle) che spesso viene stilizzata e venduta (assieme alle pecore) come souvenir. Onestamente ci aspettavamo di vederne molte di più, ma questi amabili bestioni sono più difficili da avvistare di quanto sembri: cogliamo quindi l’attimo e ci fermiamo a bordo strada per fare i nostri scatti di rito. Dopo quest’unico momento di gioia della giornata ci avviamo verso Fort William dove, una volta arrivati, ci rilassiamo un po’ visto che, a causa dell’auto, il morale è a terra  (è proprio il caso di dirlo) più di una ruota sgonfia.

Giorno 7: da Fort William a Oban

Col sorgere di un nuovo giorno decidiamo che non possiamo farci rovinare le vacanze da un piccolo incidente di percorso, e, dopo un’attenta pianificazione, affrontiamo un tragitto a piedi nel bel mezzo delle Highlands Scozzesi. Il sentiero, consigliato dalla guida Lonely Planet, segue il corso del fiume “Water of Nevis” e termina alla base delle Steall Falls, una serie di cascate suggestive e affascinanti. Sempre su consiglio della nostra guida, al termine del percorso ci cimentiamo nell’attraversamento del fiume su una sorta di ponte tibetano costituito da 3 cavi metallici. Per i più piccoli è possibile usufruire di un ulteriore cavo di sicurezza. Vi assicuriamo comunque che questa esperienza non è assolutamente pericolosa, e il rischio più grande è quello di bagnarsi cadendo in acqua.
 
Dopo questa simpatica avventura ci dirigiamo verso Oban, una bellissima e coloratissima cittadina di pescatori. Una volta arrivati depositiamo le valige in una magnifica casa in stile vittoriano riadattata ad albergo. Sembra che in questa città questo tipo di “recupero” sia una costante, il che rende il paesino ancora più affascinante.
 

 
Alla sera decidiamo di cibarci in un pub in tipico stile British, ma, ahi-noi, piove, e siamo quindi costretti a buttarci dentro al primo posto che sembri minimamente invitante. In questo modo scopriamo però il The Corryvreckan e, nonostante il risto-pub appartenga ad una catena (JD Wetherspoon), riusciamo a mangiare molto bene e ad un prezzo molto contenuto (il che non guasta mai!).
 

Giorno 8: da Oban a Glasgow

Decidiamo di dedicare il giorno successivo allo shopping e ci incamminiamo quindi per le vie del centro alla ricerca del regalo giusto per le persone a noi care. Oban fortunatamente, oltre ad ospitare una prestigiosa distilleria di Scotch whisky, è anche rifornita di numerosi negozi di souvenir. Dopo aver fatto il pieno di tartan, biscotti, mini bottiglie di whisky e altre cosucce per i nostri parenti, ci avviamo con la nostra Poppy verso Glasgow. Il tragitto prevede circa due ore di viaggio attraverso i paesaggi più svariati (dai boschi ai laghi, dalle vallate alle montagne, …) quindi sicuramente non vi annoierete. Laura invece, come al solito, riesce a dormire in qualsiasi situazione, lasciandomi quindi solo, a guidare al contrario in un paese straniero…
 
In auto a Glasgow dobbiamo spostarci con cautela perché tutti sembrano avere una gran fretta. Ad ogni modo riusciamo a raggiungere il nostro hotel dopo aver parcheggiato Poppy in un autosilo nelle vicinanze. Il nostro alloggio (Riverside Glasgow – Campus Residence) più che un albergo è un residence per studenti che nel periodo estivo viene adibito ad hotel. La stanza è grande e dotata di cucina, anche se purtroppo manca tutto il necessaire per lavare i piatti e siamo costretti ad acquistarlo in un supermercato.
 
Nel pomeriggio visitiamo la zona limitrofa al residence e ci rilassiamo in uno dei tanti pub della città. Prima di tornare a casa passiamo al supermercato per procurarci la cena: c’è da dire che in tutti i supermarket inglesi è possibile trovare piatti pronti di ogni tipo e, dal momento che non abbiamo voglia di fare una grande spesa, ci lasciamo trascinare dallo stile British e prendiamo un paio di pietanze da scaldare in microonde.
 

Giorno 9: Glasgow

 
Glasgow è una città decisamente moderna e nel periodo estivo gli eventi e le manifestazioni non mancano mai, un po’ come ad Edimburgo. Io e Laura siamo incappati nel festival delle cornamuse, il Piping Live! Festival, che è una vera e propria battaglia tra bande. Il biglietto per entrare nella grande area dedicata al festival è a pagamento, ma le varie bande si esibiscono liberamente anche in varie zone del centro, per cui è possibile assistere gratuitamente ad una versione ridotta dello spettacolo.
 
Il motto della città è “People make Glasgow” (Sono le persone a fare Glasgow) e girovagando per le vie del centro si capisce il motivo di questo slogan. In tutta Glasgow la sensazione è quella di una città emancipata e con uno spirito frizzante. Gli artisti che si esibiscono nelle strade creano il contorno perfetto, e noi siamo rimasti piacevolmente colpiti dall’incredibile numero e qualità delle esibizioni.


Se le gambe vi reggono vi consigliamo di raggiungere il Glasgow Necropolis, il cimitero del paese, perché dalla cima di questa collinetta è possibile avere una veduta a 360° della città. Sicuramente il luogo non sarà dei più allegri, ma potrete osservare da una prospettiva diversa anche la cattedrale in stile gotico di Glasgow.

 

Ora, secondo la nostra esperienza, Glasgow si è probabilmente rivelata la città “meno Scozzese” tra quelle visitate. Saranno stati i palazzi in vetro ultramoderni o forse gli enormi centri commerciali disseminati in ogni dove, ma ci è sembrato di essere tornati a casa prima del tempo. Ad ogni modo, non ci siamo comunque lasciati sfuggire alcuni tra i suoi luoghi più caratteristici, come George Square, la piazza più importante della città, e il Glasgow City Council che è la sede del municipio. Se siete interessati alla visita di quest’ultimo, sappiate che è possibile prendere parte a dei tour guidati e gratuiti durante i quali una guida, con forte accento scozzese, vi trasporterà in un’altra epoca attraversando sfarzosissimi corridoi in marmo e facendovi assaporare un po’ la Glasgow dei tempi d’oro.

 

Giorno 10: Glasgow

 
Siamo stati costretti a trascorrere l’ultimo giorno in Scozia tra centri commerciali e musei perché purtroppo la pioggia è stata un po’ meno clemente del solito. Abbiamo visitato l’enorme Kelvingrove Art Gallery and Museum, sede di una collezione estremamente eterogenea che ospita sostanzialmente tutti gli oggetti e gli animali che vi possano venire alla mente: si parte dagli scheletri di T-Rex fino ad arrivare ai quadri di Dalì, passando per l’antico Egitto e per una vasta collezione di armi ed armature. Sicuramente non vi annoierete, ma vi consigliamo di prendervi una pausa tra un’ala e l’altra, perché si rischia davvero di perdere l’orientamento!
 
Vi suggeriamo anche di fare una capatina al Riverside Museum, il museo dei trasporti della città, uno dei luoghi che ci ha colpito maggiormente qui a Glasgow. Al suo interno, oltre agli esemplari autentici di centinaia di mezzi di trasporto (automobili, locomotive, biciclette, autobus e tram), sono state ricostruite anche strade e vere e proprie stazioni della metropolitana, tutte “visitabili”! Usciti dal museo di Riverside non fatevi scappare nemmeno The Tall Ship at Riverside. Si tratta di un veliero che è stato aperto al pubblico e permette di calarsi nei panni di impavidi marinai e di visitare le cabine che hanno ospitato in passato questi uomini coraggiosi…ma attenti ai topi che ancora le abitano! 🙂

Giorno 11: da Glasgow a Edimburgo

Ebbene sì, siamo arrivati alla fine del nostro viaggio. E’ anche arrivato il momento di confessare all’agenzia di noleggio il nostro misfatto, ma non prima di aver provato a far finta di niente…
 
Ad ogni modo, dopo essere stati ovviamente scoperti, siamo stati accompagnati all’aeroporto e, una volta superati i classici controlli, ci siamo fatti una bella pinta di birra all’interno del nostro gate. Eh già, in Scozia ci sono i pub anche dentro all’aeroporto e si possono mangiare hamburger scolandosi grandi bicchieroni di Pale ALE!
 
PS: Per chi volesse saperlo, lo scherzetto della macchina ci è costato solo €450 🙂
 

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